Funnel di marketing: cos'è, spiegato semplice
Il funnel di marketing è il percorso che porta una persona da "non ti conosco" a "compro", disegnato come un imbuto: in alto entrano in tanti, a ogni passaggio qualcuno si ferma, in fondo arrivano in pochi. Serve a vedere dove si perde la gente e quindi dove lavorare. Qui trovi le fasi, da dove viene il modello e come usarlo senza fermarsi al disegno.
L'imbuto, in una frase
Funnel in inglese vuol dire imbuto. L'immagine funziona perché è onesta: non tutti quelli che ti vedono diventano clienti, e la maggior parte si ferma prima. Il funnel non serve a nasconderlo. Serve a contare quanti si fermano e dove.
Io l'8 aprile lo definisco così: il percorso che porta una persona da "non ti conosco" a "compro", con qualcuno che si perde a ogni passaggio. Poi c'è la traduzione: il triangolo a strisce che compare in ogni presentazione. E la nota sotto, che riassume il problema meglio di molte slide: in cima entrano in mille, in fondo arriva tuo cugino.

Le fasi
Il modello classico ha quattro fasi, quelle della sigla AIDA. Sono ancora le più usate per spiegarlo.
| Fase | Cosa succede | Cosa si guarda |
|---|---|---|
| Attenzione | La persona scopre che esisti | Persone raggiunte, impression |
| Interesse | Vuole saperne di più, confronta, legge | Clic, visite, tempo sulle pagine |
| Desiderio | Si convince che fai al caso suo | Richieste di informazioni, iscrizioni, prodotti nel carrello |
| Azione | Compra, firma, prenota | Conversioni, vendite |
Oggi molti usano una versione più corta in tre parti: parte alta, media e bassa del funnel. Altri aggiungono una fase dopo l'acquisto, perché chi ha comprato una volta può tornare, o consigliarti a qualcuno. Il nome delle fasi conta poco. Conta che tutti, nello stesso gruppo di lavoro, usino le stesse.
La terza colonna è quella utile. A ogni fase corrisponde un numero diverso, e nessuno da solo racconta tutto. Il clic, per esempio, sta in mezzo: misura l'interesse, non l'acquisto. Come si calcola la percentuale di clic lo spiego nell'articolo sul CTR.

Da dove viene il modello
L'idea è più vecchia di internet di quasi un secolo. Il modello AIDA è comunemente attribuito al pubblicitario americano E. St. Elmo Lewis, a cavallo tra Otto e Novecento. Le ricostruzioni storiche sono prudenti: formule simili circolavano già in quegli anni in riviste di pubblicità e manuali di vendita, e la paternità non è così netta come si racconta.
La sigla AIDA, con le quattro iniziali in fila, compare in un articolo del 1921. L'idea di disegnarla come un imbuto viene fatta risalire a un manuale per venditori di obbligazioni del 1924, Bond Salesmanship di William W. Townsend.
Quindi il funnel nasce per i venditori porta a porta, non per le campagne online. Il che spiega perché funzioni ancora: descrive come decidono le persone, non come funziona uno strumento.
Come si usa davvero
Un funnel disegnato e mai misurato è un triangolo a strisce. Per farlo lavorare servono tre passaggi.
- Scrivi le fasi del tuo caso. Per un e-commerce: vede l'annuncio, visita il prodotto, mette nel carrello, compra. Per uno studio professionale: legge un articolo, visita la pagina dei servizi, compila il modulo, fissa un appuntamento.
- Metti un numero accanto a ogni fase. Anche approssimativo, all'inizio. Il passaggio da una fase all'altra, in percentuale, ti dice dove si perde più gente.
- Lavora sul passaggio peggiore. Se in tanti visitano la pagina dei servizi e quasi nessuno compila il modulo, portare più visite non risolve. Bisogna guardare la pagina, il modulo o la call to action che invita a compilarlo.
Per capire quale versione di una pagina funziona meglio, il metodo più pulito è l'A/B test, che io racconto giovedì 27 maggio: due versioni, due gruppi simili, misuri quale funziona meglio. La traduzione è il modo elegante per chiudere la discussione "a me piace di più l'altra".

Gli errori più comuni
- Guardare solo la cima. Più persone raggiunte fa piacere, ma se il problema è in fondo, allargare l'imbuto porta solo più gente a fermarsi nello stesso punto.
- Guardare solo il fondo. Le vendite dicono come è andata, non perché. Senza le fasi intermedie non sai dove intervenire.
- Trattarlo come una linea retta. Nella realtà le persone tornano indietro, spariscono per settimane, chiedono a un collega. Il funnel è una semplificazione utile, non una mappa precisa.
- Un numero diverso per ogni riunione. Scegli prima quale numero dice se l'obiettivo è raggiunto. Ne parlo nell'articolo sul KPI e su come sceglierlo.
Il funnel nel brief
Il momento migliore per pensarci è prima di partire, nel brief. Mercoledì 26 maggio lo riduco a cinque risposte scritte: obiettivo, pubblico, messaggio, budget, scadenza. L'obiettivo dice in quale parte dell'imbuto stai lavorando: farti conoscere non è la stessa cosa che vendere, e chiedere tutte e due le cose allo stesso annuncio è la via più breve per non ottenerne nessuna. La versione completa è nella guida su come scrivere un brief.

Le altre parole che girano intorno al funnel, da lead a landing page, sono nel glossario del marketing digitale. Nel Calendario del Marketing 2027 il funnel è uno dei fogli di aprile. In cima entrano in mille. Il cugino, come sempre, arriva in fondo.
Domande frequenti
Cos'è un funnel di marketing?
È il percorso che porta una persona dal non conoscere un prodotto all'acquisto, disegnato come un imbuto: in alto entrano in tanti, a ogni passaggio qualcuno si ferma, in fondo arrivano in pochi.
Quali sono le fasi del funnel?
Il modello classico ne ha quattro, quelle della sigla AIDA: attenzione, interesse, desiderio e azione. Oggi molti usano versioni semplificate in tre fasi, alta, media e bassa, o aggiungono una fase dopo l'acquisto.
Chi ha inventato il funnel?
Il modello AIDA è comunemente attribuito al pubblicitario americano E. St. Elmo Lewis, a cavallo tra Otto e Novecento. La sigla compare in un articolo del 1921 e l'idea di disegnarlo come un imbuto viene fatta risalire a un manuale di vendita del 1924.
Funnel e customer journey sono la stessa cosa?
Sono parenti. Il funnel guarda il percorso dal punto di vista di chi vende e conta chi si perde a ogni passaggio. Il customer journey lo guarda dal punto di vista di chi compra, con tutti i giri, i ritorni e le pause che l'imbuto semplifica.
A cosa serve il funnel nel lavoro di tutti i giorni?
A capire dove si perde la gente e quindi dove intervenire. Se arrivano tante persone ma nessuna chiede informazioni, il problema non è farne arrivare di più.
Fonti
Fatti controllati il 17 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivici: lo correggiamo.
