Regalo per un collega che cambia lavoro
Il regalo giusto per un collega che cambia lavoro è di gruppo, porta con sé un biglietto firmato da tutti e serve a qualcosa nel posto nuovo o fuori dal lavoro. Il regalo si usa per qualche mese. Il biglietto, se ognuno ci scrive una riga vera, si conserva in un cassetto per anni. Qui trovi come organizzare il saluto, idee concrete senza marche, cosa scrivere e cosa evitare.
Prima il biglietto, poi il regalo
Quando qualcuno se ne va, la domanda che si fa il reparto è "cosa gli prendiamo". Quella giusta è "cosa gli scriviamo". Il regalo si sceglie in un pomeriggio. Il biglietto chiede a ogni persona due minuti di memoria.
Sabato 18 dicembre ti chiedo di scrivere i nomi di tre persone che quest'anno ti hanno reso il lavoro più leggero. Se un collega che sta per andare via è in quella lista, il biglietto di saluto è il posto dove dirglielo.

Qualche regola pratica:
- Un biglietto grande, o un quaderno. Il cartoncino piegato in due finisce dopo sei firme e le ultime finiscono di traverso.
- Una riga per persona, concreta. "In bocca al lupo" lo scrivono tutti. "Grazie per avermi spiegato il gestionale il mio primo giorno" lo scrivi solo tu.
- Gira per tempo. Il biglietto che parte il giorno prima della festa arriva a metà reparto. Fallo partire una settimana prima.
- Chi lavora da remoto firma. Una foto, un messaggio da trascrivere, un foglio stampato e incollato. Non è un dettaglio: sono le firme che si notano di più quando mancano.
Una curiosità sulle firme in cerchio
Se il biglietto è grande, prova a far firmare tutti in cerchio, attorno al nome di chi parte. Ha un precedente. Si chiamava round robin la petizione con le firme disposte in cerchio, così nessuno poteva dire chi aveva firmato per primo. Era in uso tra i marinai, per i quali guidare una protesta poteva costare carissimo: una fonte del 1730 lo descrive come un modo per evitare che il capobanda venisse scoperto. L'origine della parola è discussa, e c'è chi la fa risalire a un'usanza francese, ma senza documenti che lo provino.
Nel tuo caso nessuno deve nascondersi. Il cerchio serve solo a non fare la gerarchia delle firme, che in ufficio qualcuno guarda sempre.
Idee regalo per chi cambia lavoro
Il criterio è semplice: una cosa che si porta via. Nel posto nuovo, o nella vita fuori dall'ufficio.
- Una borsa o uno zaino per il portatile. Il primo giorno in un posto nuovo si arriva con tutto addosso.
- Una bella penna e un quaderno. Per i primi giorni, quando si prendono appunti su tutto: nomi, password da chiedere, dove sta la stampante.
- Una pianta da scrivania. La prima cosa personale da mettere sulla scrivania nuova.
- Un'esperienza da fare nella pausa tra un lavoro e l'altro. Se ha qualche giorno libero prima di cominciare, una cena, un ingresso a una mostra, una notte fuori.
- Un oggetto che ricorda una cosa vostra. La foto della squadra al progetto più faticoso, incorniciata. Il soprannome di una riunione leggendaria, ricamato su un cuscino. Funziona solo se la cosa la conoscete tutti.
Se va a lavorare in proprio, ci sono idee mirate nel regalo per un freelance. Per organizzare la colletta, con la quota libera e senza la lista di chi ha dato quanto, vale quello che ho scritto nei regali per colleghi d'ufficio.
Il regalo che gli fai senza carta: il passaggio di consegne
Questo è per chi resta e per chi va, insieme. Lunedì 9 agosto suggerisco, prima delle ferie, di lasciare una nota di passaggio: dove sono i file, cosa è rimasto in sospeso, chi può decidere al posto tuo. Per chi cambia lavoro è la stessa cosa, con la differenza che non torna a settembre.
Aiutalo a farla bene. Fissa mezz'ora per farti spiegare i progetti aperti, e una seconda per le password e gli accessi. Chiedi dove sono i file buoni, quelli che si chiamano definitivo e quelli che si chiamano definitivo_v2_ok: la guida su come nominare i file diventa utile esattamente quel giorno. E toglilo dalle riunioni ricorrenti prima del suo ultimo giorno, non tre mesi dopo: su come fare una riunione breve c'è il resto.
Venerdì 5 marzo il consiglio è di lasciare un biglietto a lunedì, con il file aperto e la prossima mossa. Quando un collega va via, quel biglietto lo scrive per qualcun altro.


Cosa evitare
- Le battute sull'azienda che lascia. Fanno ridere in quel momento. Restano scritte su un biglietto che altri leggono.
- Il regalo con il logo dell'ufficio. Va bene il primo giorno, non l'ultimo.
- Il tono da fuga. "Beato te che scappi" è una frase che mette in imbarazzo chi parte e chi resta.
- Il saluto organizzato all'ultimo. Se l'ultimo giorno è un venerdì, la torta del venerdì alle 17:58 la mangiano in tre.
- Dimenticarsi di chi è in un'altra sede. Vedi sopra, vale ancora.
Sabato 3 aprile ti chiedo di scrivere tre parole che non vuoi più sentire in riunione e salutarle. Chi cambia lavoro ha la sua occasione di farlo davvero. Lasciagliela, senza commenti.

Dopo che è andato via
Il saluto vero si vede a dicembre. Venerdì 3 dicembre, parlando dei regali di Natale, la nota del foglio dice: "Controlla anche gli indirizzi. Qualcuno ha cambiato ufficio." Un messaggio di auguri all'ex collega, o un invito alla cena di reparto, valgono più di qualunque regalo dell'ultimo giorno.
E il calendario?
Questo sito esiste per un calendario, quindi tieni conto della fonte. Il Calendario del Marketing 2027 è un calendario da tavolo a strappo, 365 fogli, uno al giorno, per chi lavora nel marketing e nel digitale. Come regalo di addio ha un senso preciso: porta sulla scrivania nuova un pezzo di quella vecchia. Le call che potevano essere una mail e i file chiamati definitivo ci sono anche nell'ufficio dove va.
È in preordine a 23,79 € invece di 27,99 € e arriva a metà novembre. Sulla pagina regalo per chi lavora nel marketing trovi a chi è adatto e a chi no. E se il regalo di gruppo, invece, è per chi guida il reparto, c'è la guida al regalo per il capo.
Domande frequenti
Cosa regalare a un collega che cambia lavoro?
Un regalo di gruppo che gli servirà nel posto nuovo o fuori dal lavoro, più un biglietto firmato da tutti con un ricordo preciso per ciascuno. Il biglietto è la parte che si porta via davvero.
Cosa scrivere nel biglietto di saluto a un collega?
Una riga concreta: un progetto fatto insieme, una volta in cui ti ha tirato fuori dai guai, una cosa che ti ha insegnato. Meglio una frase vera di una citazione presa in prestito.
Quanto mettere nella colletta per un collega che va via?
Quello che ognuno può, con quota libera e senza lista pubblica di chi ha dato quanto. Il biglietto lo firmano tutti, anche chi non ha contribuito.
Cosa evitare nel regalo di addio?
Le battute sull'azienda che lascia, gli oggetti con il logo dell'ufficio, i regali che parlano del nuovo lavoro come di una fuga. E lasciare fuori dal saluto i colleghi da remoto.
Da dove viene l'idea delle firme in cerchio?
Dal round robin, una petizione con le firme disposte in cerchio per non far capire chi aveva firmato per primo. Era in uso tra i marinai: una fonte del 1730 la descrive proprio così.
Il Calendario del Marketing 2027 va bene come regalo di addio?
Sì, se il collega lavora nel marketing o nel digitale e va a farlo altrove: gli porta sulla nuova scrivania un pezzo del vecchio ufficio. È in preordine a 23,79 € invece di 27,99 € e arriva a metà novembre.
Fonti
Fatti controllati il 14 ottobre 2026. Se trovi un errore, scrivici: lo correggiamo.
