Come dare un feedback su un lavoro senza tre giri di modifiche
Per dare un buon feedback su un lavoro devi descrivere il problema, non la soluzione: "il prezzo non si nota" al posto di "fallo rosso". Poi colleghi ogni osservazione all'obiettivo del lavoro e mandi tutto in un solo giro, già messo d'accordo con chi deve approvare. Così chi corregge sa cosa sistemare, perché, e lo fa una volta sola.
Che cosa vuol dire feedback, in pratica
Il feedback è il parere su un lavoro, e serve a migliorarlo. Nel calendario, venerdì 29 gennaio, ne do anche la traduzione dal vivo: "Bello, mi piace. Però cambierei il colore, il testo, le foto e l'idea". Chi ha ricevuto almeno un feedback così conosce il guaio vero: dopo averlo letto, non si sa da dove cominciare.

Un feedback utile ha due lettori. Il primo è chi deve correggere, che ha bisogno di capire cosa non funziona. Il secondo sei tu tra una settimana, quando arriva la nuova versione e devi controllare se il problema è risolto. Se scrivi per tutti e due, scrivi meglio.
Il problema, non la cura
È il consiglio di giovedì 15 luglio, e vale per una grafica come per un testo o una pagina web. Quando commenti, descrivi il problema e non la soluzione. "Il prezzo non si nota" aiuta più di "fallo rosso". Chi disegna trova una strada migliore, e tu risparmi un giro di modifiche. Sul foglio c'è anche una nota: vale per "il logo più grande". Soprattutto per quello.

Il motivo è semplice. Quando chiedi "fallo rosso", stai già proponendo una soluzione a un problema che non hai detto. Chi corregge esegue, il prezzo diventa rosso, e magari continua a non notarsi perché il guaio era la posizione. Se invece scrivi il problema, chi ha fatto il lavoro può scegliere tra colore, dimensione, posizione, spazio intorno. Conosce gli strumenti meglio di chi commenta, ed è pagato per questo.
Qualche esempio, prima e dopo:
| Prima | Dopo |
|---|---|
| Fai il logo più grande. | Chi guarda il banner non capisce subito di chi è. |
| Cambia la foto. | La foto fa pensare a un ufficio, ma il prodotto è per chi lavora da casa. |
| Accorcia il testo. | Su telefono il pulsante finisce sotto, e chi legge non lo vede senza scorrere. |
| Non mi convince. | Il tono è più serio di quello che usiamo con questi clienti. |
| Metti più colori. | Sembra spento accanto agli altri materiali della campagna. |
La colonna di destra è più lunga, è vero. In cambio, chi la riceve non deve richiamarti per capire cosa intendevi.
Collega ogni osservazione all'obiettivo
Un lavoro si giudica rispetto a quello che doveva fare. Se il banner doveva portare le persone a iscriversi, la domanda giusta è se invita a iscriversi, non se ti piace il verde. Il gusto personale conta, ma dichiaralo come tale: "è una preferenza mia, valuta tu" è una frase onesta, e permette a chi corregge di dare il peso giusto all'osservazione.
Per collegare il feedback all'obiettivo, l'obiettivo deve esistere. Se all'inizio c'era solo un "fai tu, hai carta bianca", è difficile dire alla fine cosa non va. Lunedì 8 febbraio racconto come va a finire: quattordici revisioni e una carta che tanto bianca non era. La prevenzione si chiama brief, e c'è una guida su come scrivere un brief con un modello da copiare.


Un solo giro
Mercoledì 21 aprile il consiglio è questo: raccogli le modifiche in un solo giro. Chiedi a chi deve approvare di mandarti tutte le osservazioni insieme, in un unico messaggio. Cinque vocali sparsi diventano cinque versioni. Sotto c'è scritto che la sesta arriva comunque, ma almeno ci hai provato.
Se a commentare sono in tanti, il lavoro di mettere d'accordo le osservazioni spetta a chi le raccoglie, non a chi corregge. Quando una persona chiede il titolo più corto e un'altra lo vuole più lungo, decidete voi prima, oppure dite chi ha l'ultima parola. Chi corregge non dovrebbe fare l'arbitro.
Per mandare il giro, un formato che funziona:
- una riga su cosa va bene e va tenuto;
- l'elenco numerato delle cose da correggere, una per punto, ognuna con il problema descritto;
- chi ha approvato queste osservazioni ed entro quando serve la nuova versione.
L'elenco numerato ha un vantaggio pratico: nella risposta si può scrivere "fatto il 2, sul 4 ho un dubbio". Per l'oggetto e la struttura del messaggio c'è la guida su come scrivere una mail di lavoro che riceve risposta.

Anche le cose che vanno bene
Il feedback che dice solo cosa non va lascia un'informazione a metà. Chi ha fatto il lavoro non sa cosa ha funzionato, e alla versione successiva rischia di cambiare anche quello. Una riga basta: "il titolo è giusto, tienilo", "la seconda proposta è la strada". È anche una cortesia, ma soprattutto serve a non perdere le parti buone.
Lo stesso vale per il tono. Si parla del lavoro, non della persona. "Questa pagina è confusa" e "sei stato confuso" dicono due cose diverse, e solo la prima si corregge in un pomeriggio.
A voce o per iscritto
Una chiamata è comoda per chiarire i dubbi, ma le osservazioni dette a voce si perdono per strada. Il compromesso che funziona: parlate, poi chi ha dato il feedback lo riassume per iscritto, punto per punto. Se c'è stata una riunione apposta, bastano tre righe di verbale di riunione con chi fa cosa entro quando.
E se il dubbio è uno solo, non serve convocare nessuno. Il bingo della call esiste proprio perché molte call potevano essere una mail.

Sabato 10 aprile, nel calendario, c'è il bingo della revisione: spunti le frasi sentite in settimana, tre in fila e ti sei meritato il weekend. Se dopo questo articolo ne spunti meno del solito, ha funzionato. Nel Calendario del Marketing 2027 di bingo ce ne sono nove, dalla call al Black Friday, in mezzo alle parole del gergo e ai consigli di lavoro.
Domande frequenti
Come si dà un buon feedback su un lavoro?
Si descrive il problema e non la soluzione, si collega ogni osservazione all'obiettivo del lavoro e si mandano tutte le osservazioni insieme, in un solo messaggio. Così chi deve correggere sa cosa sistemare e perché.
Perché descrivere il problema e non la soluzione?
Perché chi ha fatto il lavoro conosce gli strumenti e di solito trova una soluzione migliore di quella suggerita. Dire 'il prezzo non si nota' lascia aperte più strade di 'fallo rosso'.
Come evitare troppi giri di revisione?
Raccogli le osservazioni di tutte le persone che devono approvare e mandale in un unico messaggio, già messe d'accordo tra loro. Le osservazioni che si contraddicono vanno risolte prima, non da chi corregge.
Cosa scrivere quando un lavoro va bene?
Dillo, e di' cosa funziona in particolare. Serve a chi l'ha fatto per sapere cosa tenere anche nel prossimo lavoro.
Meglio dare un feedback a voce o per iscritto?
Le osservazioni da correggere conviene metterle per iscritto, in un elenco: si possono spuntare e non si perdono. A voce si chiariscono i dubbi, poi si riassume in un messaggio.
